Alla Camera (nelle aree esterne, collaterali all’Aula) oggi si fa un gran parlare di tempi, di numeri, di lavori parlamentari da protrarsi fino a metà agosto. Ebbene, da trattare nelle prossime, calde settimane, ci sono le due tematiche che tutti quanti sentiamo citare, nel bene (estremo) o nel male (estremo anch’esso, non c’è via di mezzo) da parte di tutti i media, con soluzioni varie e disparate proposte dai maitre a penser che di volta in volta hanno la meglio nei contenitori televisivi. L’agenda setting ci sta portando a restringere il campo del nostro interesse (parlo da uomo della strada, senza avere la speranza e la pretesa di interpretare l’altrui sentire o pensare) a pochi elementi, ricorrenti. Certo, la manovra fiscale è vitale per il nostro Paese come per moltissimi altri che, come e molto peggio di noi, si trovano a vivere questo momento di difficoltà. Resta il fatto, però, che ho come l’impressione che ogni volta (ddl intercettazioni, in questo caso, ma è ciclico) tutto il Paese si fermi, in attesa che "accada" qualcosa, che una certa situazione si sblocchi. Con l’esperienza e con l’età ho poi imparato a dare una lettura un po’ meno "eccitante" - nel senso letterale del termine - di quello che, poi, troverà uno sbocco naturale. Non è superficialità: è la triste constatazione che la sensazione che il Paese si fermi ogni tanto (e per fortuna parlo della classe politica e quasi solo di quella) non è errata; nel frattempo a singhiozzo procede lo sviluppo sociale, la crescita culturale, l’abbattimento delle barriere culturali e cultural - tecnologiche. Insomma, da questi lunghi e laboriosi (per quanto importanti) dibattiti, le future generazioni - ma anche quelle contemporanee - quanto beneficio trarranno? Sono molte, troppe le domande. La risposta, spesso mi dico, risiede nella speranza che la vera rivoluzione avvenga nella nostra cultura. Insomma, che sia il futuro - che mentre noi stiamo a considerarlo come tale, diventa presente - a dettare la nostra agenda. E questo passa per una politica che prenda spunto dalle spinte, dai suggerimenti, dagli apporti di quei "giovani" (giovani quarantenni, ecco) che oggi ci guardano speranzosi, fiduciosi che qualcuno si accorga che esiste chi, sentendo parlare di digital divide, new media e banda larga, sa di cosa si sta parlando. E che quel qualcuno, di quelle competenze che serviranno al nostro sviluppo, allo sviluppo vero del nostro Paese, che significa anche economia positiva, decida di servirsi.
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In effetti ci focalizziamo sempre sugli stessi temi ricorrenti, perchè purtroppo non se ne viene mai a capo… e sinceramente penso che la gente non ne possa più di sentire disquisire “sempre” delle stesse cose che sarebbe opportuno definire una volta per tutte… così da potersi concentrare su altro, come fa giustamente notare Lei, altrimenti anziché proiettarci verso il futuro finiremo per ricadere nel passato.. nel senso che saremo sempre un passo indietro a chi sarà stato più lungimirante di noi..
Ma chi dovrebbe toglierci da questo “empasse” se non la classe dirigente ..!!
Ha ragione quando afferma che i politici dovrebbero prendere spunto dagli stimoli che gli vengono dal basso, non è forse il concetto a Lei caro della politica ispirata alla Wikinomics !? bello sarebbe vederlo realizzato !
Chissà se saremo mai pronti…
Caro Barbareschi, Lei ha anche ragione, il Paese deve andare avanti, ma questo ddl sulle intercettazioni sarebbe già stato approvato se non ci fossero i bastoni tra le ruote di personaggi poco informati della stessa maggioranza. Come ben lei sa, avendo vissuto in America, le intercettazioni, come son fatte in Italia, sono uno scandalo e i magistrati non pagano mai per i loro errori. Lo stesso Fini, opponendosi al limite di tempo, finge di ignorare che questo limite é necessario e che esiste in Canada e in America, dove i delinquenti sono arrestati presto e bene anche con un uso molto limitato delle intercettazioni.
Insomma, ci sono forze che cercano tutte le scuse per bloccare le riforme e tutto il Paese.
@gemma: Sul fatto che la quantità di intercettazioni (e, soprattutto, l’uso che di esse si fa, quando vengono tenute nei cassetti ed usate come mezzo di ricatto)sia eccessiva, siamo d’accordo. Siamo d’accordo (è statistico) sul fatto che MAI un magistrato ha dovuto pagare per gli errori che ha commesso. Il problema è la pachidermica lentezza delle giustizia, che fa sì che, appunto, le intercettazioni siano usate impropriamente. Sulle forze che “usano tutte le scuse per bloccare le riforme”, io non so bene a chi Lei faccia riferimento. Se si riferisce ai cd. “poteri forti” (termine abusato anch’esso ma in grado di sintetizzare un concetto) sono d’accordo con Lei. E’ da sempre così, ma questo anche negli USA: ha visto Obama quali difficoltà ha dovuto affrontare per mettersi contro le banche e per rivoluzionare il sistema sanitario?
Se invece si riferisce a un gruppo di parlamentari che intendono conosceere, valutare e discutere il contenuto delle leggi prima di “premere il pulsante” per il sì o per il no, alòlora tra questi ci sono anche io. E mi creda, non è elle mie intenzioni bloccare le riforme né tantomeno il Paese, il mio Paese. Anche perché se lo bloccassi così com è non mi piacerebbe…
@merlino. scusi, signorina “merlino” ma non ho potuto approvare il suo commento perché offende la mia famiglia e la madre di mia figlia. Sono certo che Se ne farà una ragione del fatto che vivo felicemente con la mia compagna (sì, più giovane di me, è vietato?)e con la mia bambina. E queste espressioni così “pesanti” le risparmierei, magari per usarle contro un suo ex amante che l’ha forse resa infelice…
Mi scusi Barbareschi, non ho parlato di “forze che usano tutte le scuse per bloccare le riforme”, ne “ di magistrati che non hanno mai pagato per i loro errori “ ( anche se potrebbe essere vero.. )… ma solo che in effetti si dovrebbe procedere con una certa speditezza nella risoluzione delle problematiche che affligono il nostro Paese, ma non certo a discapito di un sano confronto.. se sono stata fraintesa mi spiace.. La conosco abbastanza bene per sapere quanto ci tenga a vedere il nostro Paese migliorare anche dal punto di vista etico e morale.
Salve, per puro caso stamane ho ascoltato il suo intervento alla non stop del PD a Roma sulla banda larga.
Ero li perchè ex addetto nel settore (uno degli orfani EUTELIA/Agile) tuttora interessato al dibattito. In tutta onestà sono rimasto colpito dalle sue considerazioni sul tema (il vero valore è nei contenuti e servizi piuttosto che nel mezzo), ma sono rimasto positivamente colpito delle sue considerazioni politiche “trasversali”. Complimenti sinceri.
Grazie, leonardo…non riesco a tacermi…lo so…ma non vorrei neppure farlo. Grazie, ripeto.l