Audizione del Ministro Bondi


 

Vi riporto il mio intervento in Commissione Cultura, durante l’audizione del Ministro Sandro Bondi.

E’ vero che faccio parte della Commissione Trasporti e Comunicazioni, ma partecipo grazie al Presidente Valentina Aprea anche alla Commissione Cultura, anche se non ufficialmente.
Una specie di doppio lavoro che mi permette di crescere in politica.

Scusatemi per l’audio, che è un po’ basso. Se riusciamo, proviamo a cambiare il video con un audio migliore!

Discussione

9 commenti per “Audizione del Ministro Bondi”

  1. Ciao Luca, mi chiamo Antonio ho 38 anni e vivo a Reggio C. Apprezzo molto la tua schiettezza quando parli e mi fa tanto piacere la tua elezione in parlamento, sono convinto che farai bene.
    Ti faccio tanti auguri
    Antonio

    Scritto da antonio s. | Giugno 14, 2008, 13:08
  2. Penso che doveva essere Lei Presidente della commissione Cultura, oppure Sottosegratario alla Cultura…Spero che in futuro possa rifarsi! Forza Luca…sono il suo più grande fun!!

    Scritto da Alessandro Dalrio | Giugno 14, 2008, 15:48
  3. Hai perfettamente ragione, la burocrazia (e certi salotti colloca amici) è il buco nero in cui ingentissimi quantita di danaro vengono disperse ( il modo in cui questa dispersione viene attuata sarebbe invero comico da indagare, ma lasciamo stare). Danaro che al solito non viene poi utilizzata opportunamente, con programmi, realizzazioni originali e soprattutto di gusto (estetico) e cultura di livello sufficiente. Paurose le giustificazioni degli addetti ai lavori (non di pincopallini qualsiasi!) che il pubblico quello vuole!
    Pauroso. Quando il programma , anche la semplice fiction è di livello qualitativo buono il pubblico (questo pubblico cosi ignorante, qui sono un po ironico) se ne accorge , eccome. Noi che anche nel campo dello spettacolo , della tv, del cinema disponiamo (o purtroppo abbiamo avuto) di eccellenze in questi campi vengono con metodicità esclusi. Italia virtuosa vilipesa come al solito, quanto hai ragione, ma le voci come la tua vengono tacitate in favore dell’opportunismo economico del momento (gia del momento perche una programmazione a medio lungo termine non viene presa in esame). Spero che le tue sollecitazioni non si infrangano sul classico muro di gomma di una classe politica opportunista.

    Scritto da Alessandro C. | Giugno 15, 2008, 20:28
  4. Vorrei ringraziarla per due motivi.
    -primo, per l’aver portatato i Lavori parlamentari e di Commissione alla diretta conoscenza dell’elettorato, dunque del pubblico e l’aggiornamento attento e pertinace che ne fa.
    - secondo, in merito a questo specifico intervento sullo spettacolo, mezzi e struttura gestionale della trasmissione e comunicazione.
    Di quest’ultimo mi è piaciuta la chiarezza e l’inflessibilità nell’analisi della cattiva televisione ed del cattivo spettacolo, finalmente la denuncia chiara dell’incapacità del gestire e del inefficenza dei ruoli strutturali.
    Trovo molto pertinenti le critiche a Rai International e la constatazione che il prodotto comunicazione e spettacolo sia un bene che necessiti di qualità importante e innovazione, sul mercato interno ed estero, nonchè funzione veicolare di identità culturale e di comparazione tra culture.
    Vorrei che i famosi dodici minuti fossero durati di più o che avessero altrove trovato maggior risonanza.
    Le auguro-e mi auguro-dunque che gattopardescamente possa- ed in questo sia Tancredi- mutare ciò che sinora mutando fu immutabile.

    Scritto da Giovanna C. | Giugno 19, 2008, 22:54
  5. Pienamente d’accordo che i Teatri come in Inghilterra debbano essere privi di sovvenzioni statali a patto che lo siano anche quelli Lirici che non solo pagano 50,00 € a recita al cantante di maggiore grido (apprezzato dal pubblico)che è forse il male minore, (visto che al Tatro Lirico si và per apprezzare la bravura di un Artista-Iterprete) ma che invece non vengano dati centinai e centinaia di € a tutti quelli che politicamente sono inseriti in quei contesti per occupare cariche di: DIRETTORI ARTISTICI(sconosciuti di partito) che fanno lavorare chi vogliono loro amici e parenti amici impresari(privati)che campano sulla spalle dei cantanti i quali poi vengono pagati dallo stato. SOVRINTENDENTI sconosciuti che vengono anch’essi messi li politicamente pagati per non si sa per che cosa, visto che un Teatro Lirico(come il S.Carlo di Napoli)finisce il proprio bilancio in grave deficit, lo stato ugualmente elargisce soldi per salvare le famiglie di quel Teatro senza poi mettere in GALERA chi lo ha amministrato malissimo, a mia avviso recando una grave truffa ai danni dello Stato.
    M° Giuseppe Sforza
    Presidente dell’Associazione Culturale Musicale di Bologna

    Scritto da Giuseppe Sforza per Il Cenacolo | Luglio 14, 2008, 00:09
  6. caro Luca,
    io sono un cantante lirico, almeno sto tentando la strada, molto dura, le devo fare i complimenti per l’ultima parte riguardo l’opera lirica!!!
    il discorso che i cantanti vengono strapagati qui in italia è verissimo e che le orchestre finiti i termini si eclissano pure!!e per non parlare di scenografi e registi e direttori che prosciugano tutto ancor prima di cominciare…zeffirelli,muti ecc. ecc….
    io sarei dell’idea di mettere un capo su ogni teatro e che le deve sfruttare al meglio come fosse suo, in maniera del tutto imprenditoriale, come se uno avesse un’azienda con dipendenti e quant’altro, senza però avere un portafoglio illimitato…
    un augurio di buon lavoro!!
    e continua così!!!!!!!!!!!!

    Scritto da william | Settembre 15, 2008, 21:33
  7. Gentilissimo Onorevole,ho seguito con molta attenzione il suo importante e appassionato intervento sui problemi della Rai e del Cinema sicuramente in gran parte condivisibili, ma sono rimasto molto deluso del Suo intervento a proposito delle Fondazioni Lirico e Sinfoniche. Non si può liquidare in due battute un problena così complesso come quello presentato dalla convivenza sotto uno stesso tetto di maestranze così diversificate per storia per formazione e per caratteristiche di lavoro. Si pensi alle masse artistiche -coro e orchestra perennemente in conflitto tra loro.Non si può accedere alla professione dello strumentista ( professore d’orchestra oppure solista) se non decidi di farlo a tempo pieno almeno dall’età di undici asnni, allo stesso tempo una persona anche adulta se scopre di avere la voce a vent’anni può sicuramente farcella a trovarsi un posto nel giro di quattro o cinque anni. Pensi che ci sono impiegati( vengono assunti senza concorso) entrati a incollare buste e oggi si trovano ai vertici con qualifiche di funzionari e spesso anche di dirigenti. Un professore d’orchestra per far parte dell’ orchestra di un teatro deve affronatare un concorso - aperto anche ai paesi della comunità europea - estremamente difficile e selettivo, per finire poi a occupare quel posto senza nessuna possibilità di carriera. Oggi l’Italia può vantare come mai in passato di ottime orchestre, alcune, anche se poco conosciute splendide, ma nessuno se ne accorge. Parlo delle orchestre perchè sono quelle che conosco meglio ma lo stesso vale sicuramente anche per i macchinisti e altri. Certo molte cose non vanno bene, e lo sanno, le persone oneste e capaci che sono tante, ma le cose non vanno bene perchè i Sovrintendenti i direttori artistici ecc.. si sono sempre alleati con le canaglie, quelli che chiedono le prove uniche, che fermano l’archetto appena è scoccata l’ora, che si fanno pagare se suonano la tromba a cilindri invece che a pistoni e che con questi argomenti fondano sindacati. Chissà perchè sono sempre questi i sindacati preferiti dalle direzioni o perlomeno quelli che non mettono in discussione la politica aziendale, culturale e di rapporto col territorio. Vorrei anche dirle a proposito di quei musicisti che vanno a suonare quartetti, che senza nulla togliere all’impegno dell’orchestra, il sogno di ognuno di noi fin dal conservatorio è di fare musica insieme, è una gioia grande che nessuno ci può togliere, in un teatro dove sei considerato poco più di un numero, se non vuoi arrenderti e morire di inedia la musica da camera diventa la tua unica ragione di vita.
    Che il ministro ci pensi bene da che parte stare, certo quella dei sovrintendenti almeno nella maggior parte dei casi non è quella migliore. Le orchestre anno bisogno di autonomia e di responsabilità.
    Antonio Plotino Ponticello Filattiera (MS)

    Scritto da antonio plotino | Ottobre 14, 2008, 01:50
  8. Sono il tesoriere della piccola ma prestigiosa Società Dalamata di Storia Patria, per la quale era previsto il taglio dei miseri contributi (4500 euro/anno). La nostra situazione è particolare, occupandoci di un territorio da dove gli taliani son stati cacciati e non ben visto. Avere denari dal territorio di riferiemnto è impensabile, dalle realtà locali difficile. Il piccolo contributo statale ci permette una piccola autonomia che il finanziamento di specifici progetti non consente, oltre che garantire una base di manovra in attesa del rimborso, sempre dopo, dei progetti.
    Ce la faremo a restare fra le Società culturali finanziate dallo Stato, anche se per pochi denari ?

    Scritto da carlo cetteo CIPRIANI | Giugno 22, 2010, 14:59
  9. Sono il tesoriere della piccola ma prestigiosa Società Dalmata di Storia Patria (www.sddsp.it), per la quale era previsto il taglio dei miseri contributi (4500 euro/anno). La nostra situazione è particolare, occupandoci di un territorio da dove gli taliani son stati cacciati e non ben visti anche oggi. Avere denari dal territorio di riferimento è impensabile, dalle realtà locali difficile.
    Il piccolo contributo statale ci permette una piccola autonomia di gestione che il finanziamento di specifici progetti non consente, oltre che garantire una base di manovra in attesa del rimborso, sempre dopo, dei progetti.
    Ce la faremo a restare fra le Società culturali finanziate dallo Stato, anche se per pochi denari ?
    Dovremo cercarci uno sponsor politico, che ora non abbiamo ?

    Scritto da carlo cetteo CIPRIANI | Giugno 22, 2010, 15:01

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