"Quando gli uomini di cultura o di spettacolo si danno alla politica", un tema a me molto caro sul quale mi confronterò con Enrico Bertolino domenica 8 novembre alle 23.35 su Raitre durante la trasmissione Glob: http://glob.blog.rai.it/ . Un faccia a faccia per cercare di capire cosa ha spinto nel tempo, e spinge ancora oggi, personaggi celebri del palcoscenico e del piccolo e grande schermo a scegliere la strada della politica e ad affrontare le sue sfide. Mi auguro di poter in questa occasione ribadire ancora una volta il mio impegno per l’Italia e di essere ascoltato nel mio desiderio di produrre e realizzare progetti che sappiano risolvere problemi concreti per il presente e il futuro del nostro Paese.
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Gentilissimo onorevole,
manderò tre contributi, sperando di non esser ozioso :…
Il primo è di Karl Popper, sul governo dei migliori.
Il secondo di Freud, sulla finalità ultima della cultura,
il terzo mio, sugli INTELLETTUALI nella politica tratto da un romanzo che lei potrebbe render vivo.
Grazie e saluti.
1 - K.POPPER :…
…È mia convinzione che, esprimendo il problema della politica nella forma: “Chi deve governare?” o “La volontà di chi dev’essere decisiva?”, ecc., Platone ha prodotto una durevole confusione nel campo della filosofia politica. […]
È evidente che, una volta formulata la domanda: “Chi deve governare?”, non si possono evitare risposte di questo genere: “i migliori” o “i più colti ” o “il governante nato”…
Ma una risposta siffatta, per quanto convincente possa sembrare — infatti, chi potrebbe propugnare il governo del “peggiore” o del “più grande stolto” o dello “schiavo nato”? — è, come cercherò di dimostrare, assolutamente sterile.[…]
Ma ciò ci porta a un nuovo approccio al problema della politica, perché ci costringe a sostituire alla vecchia domanda Chi deve governare la nuova domanda : Come possiamo organizzare le istituzioni politiche in modo da impedire che i governanti cattivi o incompetenti facciano troppo danno? (Karl Popper)”"
2 S.FREUD :
IL PRINCIPALE COMPITO DELLA CULTURA, LA SUA VERA RAGIONE D’ESSERE, E’ DI DIFENDERCI CONTRO LA NATURA.
3 : MIO ( da un romanzo):
… L’intellettuale classico, e cioè colui il quale di volta in volta si riservava di approvare scelte e programmi, lentamente, ma inesorabilmente spariva, trattandosi ormai di una figura considerata sconveniente, inutile e destabilizzante.
I più avveduti abbandonavano la loro tradizionale equidistanza e cominciavano a schierarsi e a simpatizzante con il potere che, di contro permetteva loro di affermarsi e di arricchirsi. L’intellettuale schierato veniva utilizzato dal potere che così più facilmente riusciva ad attrarre i consensi delle masse….
Caro luca.
Uomo curioso, brillante, comunicatore eccelso e carismatico un artista visionario e talentuoso non saltimbanco come tanti tuoi colleghi parlamentari.questa sintesi è il mio pensiero sulla tua persona.
Però questa mio intervento sul tuo blog, vorrei incentrarlo sui fondi tagliati alla banda larga.
Come è possibile che questo scempio, capiti proprio ai figli di LEONARDO,DANTE ecc. si dice di noi italiani (srivo in minuscolo italiani perchè da italiano questo è il mio stato d’animo)che la creatività la fantasia i sogni sono la nostra forza, come fa il nostro esecutivo a non capire che senza le nuove tecnologie , ls ricerca, è come se ci donasse i quaderni non dandoci le penne.
Io sono uno che lavora sulla manualità e sono certo di fare bene il mio lavoro, sono certo che se agli artigiani come me (vecchia economia) unissimo il nuovo mondo economico (new economy) l’italia diventerebbe un esempio di economia per tutti.
Luca io vivo a SIENA realtà molto boscevica, mi piacerebbe invitarti a venire in questa splendida citta
e fare un convegno dedicato ai nostri figli che sono molto più equilibrati dei nostri dirigenti. ciao.
Signor Barbareschi buonasera
ho cercato il suo blog per esprimere la mia sorpresa e farle le mie congralutazioni per il suo intervento di stamane su la 7. Non sono un simpatizzante del suo schieramento, ma sentirla dire le cose che ha detto, mi ha fatto ricredere il giudizio( forse pregiudizievole) sulla sua persona. Ci sono cose che le persone corrette e di buon senso come lei, anche se non di sinistra (se ancora si può utilizzare questo termine) trovano imbarazzanti come l’annullamento del progetto sulla banda larga e chissa quante altre cose che i mass media non pubblicizzano. Mi auguro che lo stesso imbarazzo che mi è sembrato di vedere sul suo volto, pervada anche in altri membri del suo schieramento dando vita ad una implosione di questo fenomeno Berlusconi ripartendo con una rinascita culturale e sociale che da tempo aspettiamo, lasciando stavolta le rispettive bandiere negli armadi. Complimenti e buon lavoro.
Andrea
Sono convinto che gli artisti potrebbero fare molto per la politica grazie al loro “essere” molto più elevato di una persona media. Purtroppo in Italia c’è una associazione arte/sinistra che non capisco da dove nasca. L’arte è l’espressione dell’anima di un uomo,le basi del comunismo che animano la sinistra, negano l’esistenza dell’anima…
forse nn hai capito la domanda.
la domanda è: “quando gli unomini di spettacolo si danno alla politica?”, cioè tu seigià in politica ma quando inizi a farla invece di andare da bertolino in Tv a parlare di te stesso, perchè tanto è sempre della tua persona che si parla, quando invece si dovrebbe parlare degli italiani e dei loro problemi, ciao grazie